SORSEGGIA UN CAFFÈ

LUIGI BOCCIA - Fotografo di cibo

CIBO,SENSI E SENSAZIONI

CIBO, SENSI E SENSAZIONI

A distanza di una settimana dalla mia mostra personale sul cibo, mi ritrovo a scrivere in quello che è diventato un raccoglitore di racconti. Adoro esporre, non perché faccio semplicemente vedere i miei lavori al pubblico ma perché mi metto a nudo e sviscero le emozioni mettendole "in tavola", in pratica le do in pasto alle persone. Tutto questo ha un legame fondamentale con il genere che tratto, poiché a differenza di esibizioni passate dove il tema erano le persone e quindi le emozioni vive, qui ho immortalato soggetti inanimati, qualcosa di più complesso e rischioso in un certo qual modo nonostante il cibo faccia parte di ognuno di noi; ebbene, mi sono reso conto che durante la giornata si stava creando un vero e proprio banchetto extrasensoriale, fatto di emozioni molto differenti da un individuo all'altro.

È stato curioso scoprire come i visitatori interpretavano i miei scatti sia dal punto di vista tecnico che emozionale, con domande legate alla realizzazione ma anche pensieri rivolti all'interpretazione soggettiva. Con alcuni di loro ho aperto veri e propri dibattiti che avevano come base la sensazione di fame; ecco perché ho scelto la foto del muffin, in quanto questa è stata la più discussa e interpretata come una tentazione. Ragionandoci a freddo ho potuto constatare quanto la fotografia può comunicare, andando oltre il concetto di guardare qualcosa e superando le barriere della sola arte visiva. Questa foto è stata ammirata, toccata e da alcuni addirittura odorata, con esclamazioni del tipo: "Sembrano veri, adesso ho voglia di dolce!" Qui non si parla più di un'ammirazione per qualcosa che piace, ma si è passati ad un livello superiore dove il cibo ritratto ne è la chiave di lettura e il veicolo che porta chi guarda ad usare altri sensi…sono pochi i generi che arrivano a tanto.

Poi ci sono state fotografie protagoniste dei ricordi, dove tornavano alla mente situazioni legate all'infanzia o alla propria terra; e qui mi riallaccio al legame tra cibo, territorio e ricordi, dove anche un semplice grappolo d'uva su una tavola di legno può far riaffiorare momenti indelebili e mai dimenticati. È bello sapere che sono stato io a fare tutto questo, offrendo ad ognuno di loro la possibilità di vedere e interpretare le mie opere; infatti questo è un altro tassello importante per me quando condivido le fotografie, sono sempre curioso di sapere cosa leggono gli altri in quello che immortalo ed ogni volta mi stupisco sentendo i racconti di quello che suscito loro.

Infine la parte più impegnata, dove gli scatti raccontavano di cibo apparentemente accattivante ma non commestibile oppure impreziosito in modo impeccabile portando il loro prezzo alle stelle. Anche qui si sono aperte discussioni molto interessanti con nuovi punti di vista che non avevo considerato, una su tutte è stata la visione della fotografia intitolata "Insanity" con dei finti spaghetti fatti di cavi elettrici: realizzata con l'intento di raccontare appunto cibi che sembrano commestibili ma che in realtà non lo sono, è stata interpretata nel senso contrario, ovvero come ciò che alcuni di noi vedono nel cibo, in pratica qualcosa che in verità è a tutti gli effetti commestibile ma a causa di un rapporto insano verso di esso, visto come qualcosa di inquietante e tossico da cui stare lontano.

Dopo questa esperienza amo ancora di più la fotografia e il cibo, simbolo di un unione magica che emoziona chiunque in un modo o nell'altro.