SORSEGGIA UN CAFFÈ

LUIGI BOCCIA - Fotografo di cibo

STARE A TAVOLA

STARE A TAVOLA

Quanti di voi si godono la tavola? Avete mai pensato a quanto tempo dedicate a mangiare durante il giorno? Vi aiuto io…meno di quanto si dovrebbe, spesso a causa degli impegni, alla routine, ma poi purtroppo anche quando si ha tempo ci si dedica comunque molto poco al rito della tavola. Si sa, le abitudini sono dure a morire e proprio per queste che abbiamo perso completamente il piacere della convivialità, indebolita anche dalla presenza degli smartphones durante il pasto; quindi non solo si mangia frettolosamente, ma in quel poco tempo non si parla nemmeno tra commensali, per carità non sarà così per tutti ma nella maggior parte dei casi succede questo, soprattutto se ci sono a tavola adolescenti. Io ho da sempre abolito il telefono a tavola, nelle mie pause lo lascio in studio e addirittura lo silenzio…per me stare a tavola è sacro!

Quanti discorsi snocciolati durante pranzi, aperitivi, cene…persino colazioni! Che sia un viaggio di giorni o una piccola gita fuori porta, per me il momento più importante è quello della tavola! Quindi ovviamente non ci si sposta se prima non si conoscono i punti d'interesse giusti. Questo è il motivo principale che mi ha spinto a mettere in piedi il progetto "Cibografia"; sono legato al cibo in modo molto romantico, ho un rapporto bellissimo con esso e adoro scrivere racconti che lo hanno come protagonista. Ora che ci penso, mi piacerebbe scrivere un libro su tutto questo…sul mio rapporto con il cibo ma anche con la fotografia e su tutte le connessioni che sto scoprendo durante questo percorso.

Ma torniamo al concetto di questo racconto, ovvero il tempo a tavola…già, un momento che sta per scomparire ed è sempre più rimpiazzato da pasti veloci, magari con orari diversi rispetto ai componenti della famiglia anche quando sarebbe possibile condividere la tavola. Trovo che questo aspetto sia molto pericoloso ai fini dell'interazione tra persone, rischiando di neutralizzare una cosa che abbiamo in natura: la socializzazione. Avete mai fatto caso a come sia più difficile intavolare un discorso articolato durante una cena fuori per esempio: la maggior parte delle volte ci si racconta le vicissitudini, tutti micro discorsi che si collegano l'uno con l'altro e sapete perché? Semplice, tendiamo a parlare sempre meno, ma non mi riferisco al semplice parlare con gli altri, questo spero non si verifichi mai, intendo dire che in una società dove ormai i pilastri sociali sono appunto i social network, stiamo perdendo goccia dopo goccia uno dei nostri punti di forza. Ricordo ancora con piacere un "Social Table" al quale ho partecipato un paio di anni fa al Ristorante Gardenia di Caluso dove ci si sedeva con sconosciuti e si condivideva l'intera cena…una lunga tavolata che parte con un timido aperitivo per chiudere a tarda serata con brindisi e risate; incredibile eh? Se metti a tavola 20 sconosciuti che arrivano da realtà diverse, con età diverse e interessi diversi, in una manciata di ore si sono raccontati più cose (anche mai dette prima magari) che per esempio tra due amici di vecchia data seduti in un parco.

La tavola è il nostro confessionale, dove magicamente mangiamo più lentamente, ci gustiamo il pasto, apriamo lunghe discussioni e perché no…ci confidiamo. Personalmente quando voglio bene a una persona condivido la mia tavola con lei. Quando non la conosco ed ho bisogno di capire qualcosa in più…la invito a pranzo o a cena. I gusti culinari per me sono un po' come gli occhi…dicono molto!